Aceti Pierina

Quando ero piccola, mi preparava – di nascosto da mia madre – cucchiaini di zucchero e limone. A casa sua la tv era in bianco e nero e lei mangiava cibi poveri ma saporiti di una volta.
Andavamo da lei la domenica mattina, dopo la Messa. Lì vedevamo Giuseppe, nostro cugino; avevamo il permesso di mangiare alcune caramelle del mercato e poi lei ci dava la mancia: mille lire. Quando eravamo un po’ più grandi e lei si era trasferita in una casa diversa, Giuseppe e io guardavamo insieme “Che fine ha fatto Carmen Sandiego?” e mangiavamo molte più caramelle del dovuto, ma lei non diede mai segno di essersene accorta. Ai nostri fratelli più piccoli regalava panini interi quando ancora erano sdentati.
Fin da quando eravamo bambini, amava ripetere – come un rito apotropaico alla buona – che sarebbe morta presto, ma nessuno di noi le ha mai creduto e anche adesso che se n’è andata ci aspettiamo che si svegli da un momento all’altro.
Aceti Pierina, nata il 12 maggio 1916 alla Betosca e caduta in un fosso.
Ciao, nonna.